"Se è cosi', se possiamo vivere solo una piccolissima parte di quanto è in noi, che ne è del resto?".... 'Treno di notte per Lisbona - Pascal Mercier'
E' nebbia.
Piovono foglie,
gocce gialle
da alberi carichi
di sfumature.
Lievi come speranze
scendono
a colmare
l'erba dei giorni.
Che l'inverno riempirà di bianco, di brina, di gelo.
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mermaid74 alle ore 15:38 |
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Cinque settimane si sono infilate tra i giorni, nelle tasche, nei ritagli di tempo, nella tua voce al telefono, tra le righe di un pc sempre acceso. Sono passate lente o veloci non me ne sono accorta. E per queste ultime ore che rimangono il tempo sembra essere bizzarro. L'orologio sembra vivere degli stessi minuti per ore. Non pensarci, il segreto è non guardarlo. Far finta che poi sia solo un altro pò di tempo che si somma al resto. Perchè quando l'amore è a distanza allora ogni secondo è prezioso. Ogni attimo dura il tempo che si fa stringere. E sono qui. Non guardo l'orologio. Mi diverto a infilare le lancette nelle tasche tanto lui non si fa ingannare.
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mermaid74 alle ore 07:08 |
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E mi capita spesso di sentire questo bisogno di scrivere, di trasferirmi nel mio posto segreto lontano dal mondo e scrivere. Perchè ci sono attimi di vita che non vanno sprecati in pensieri, vanno scritti e poi riletti. E siamo qui dove non pensavo potessimo arrivare dove quando guardo ancora le targhe delle macchine penso che sia un sogno poi qualcuno suona e capisco che è realtà. Che è oppurtunità. Che è scelta la mia verso di te. Mi hai spaventato, sei fuggito, mi sono ammalata, ti sono stata distante, ho cercato la tonalità del grigio, ti sei avvicinato, ci siamo sfiorati, ci siamo amati, ci siamo penetrati come due lame gemelle. Ci siamo graffiati e quando tutto questo poteva essere un'essenza fluttuante ci siamo materializzati in questo mondo. In questo attrito di spazio che fa il tempo. Si perchè noi due siamo fatti d'aria, fugace e inconsistente. Che sa scaldare e sa rendere una stanza gelida. Sapppiamo parlare sciogliendo il ghiaccio oppure rompere il muro con il silenzio. Sappiamo piangere con le lacrime per la mancanza e senza lacrime per la sofferenza, per la perdita. Sappiamo. Sappiamo essere. E sono momenti in cui ho fame di parole che sono dentro e andrebbero ordinate per dare un senso. Un nesso, un discorso. Ma escono continuano a uscire come da una sorgente misteriosa.
Fame di parole, di storie di eventi. Della tua pelle perchè non riesco a non mischiare il tuo odore con il tuo sesso. Non riesco a non imbattermi nel tuo ricordo senza il tuo abbraccio. Non riesco a non ricordare nessun saluto senza i tuoi occhi che mi seguono anche quando sono girata. E tutto questo è amore. Un limite estremo che due persone cavalcano insieme, che si portano appresso per andare avanti. E nel tuo guardare avanti c'è ancora tanto cielo da percorrere, tanti saluti, tante lacrime di nostalgia e tanti sorrisi di attimi autentici. E la fame di parole non si accompagna a nessun sintomo. E' fame di sensi, di nessi e discorsi. E' fame di te che muovi il mio interno, che mi fa desiderare di essere tua ogni notte. Ogni istante prima di addormentarci. Di essere in quel posto dove mi metti in segreto e mi culli fino al mattino. Ti chiederei di amarmi lo fai già.
Desiderami, fammi sentire l'unica donna che ti appartiene.
L'unico istante dove corrodere lo spazio e mettirci il tempo. Il tempo di una meridiana.
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mermaid74 alle ore 13:56 |
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Faites comme chez vous.
E l'insonnia è tornata. Bisogna darle la benvenuta o altrimenti si offende. E in questa casa è un ospite inatteso. Dopo i migliori sonni abbracciata a un cuscino che ha il tuo odore, il tuo profumo delle notti passate a sognare il futuro. Torna lei. L'insonnia senza apparenti pensieri. Si porta qualche strasico di sogno strano. Senza ricordo o nesso.E mi torna in mente una frase di questa notte appena trascorsa.
"La mia casa è la tua casa."
"Faites comme chez vous. "
I francesi hanno una maniera così dolce di dire le cose. E vorrei tanto tornare a studiare francee, come da adolescente quando mi sedevo sui libri e cominciavo a leggerli ad alta voce. Mi dava il senso delle cose dolci, nascoste, prezionse. Dava il senso della passione con la sua erre particolare. Ho cominciato per gioco, per uno strano gioco di favole da bambina. Mi tenevo quel mondo segreto fatto di vous, di moi, di maison, di bisous, per me. Faire comme chez soi is like as sich wie zu Hause fühlen. Il tedesco è un altro paio di pensieri. Mi affascina con le sue parole lunghe, con le sue pause da cercare nelle parole, nella sua pronuncia di sprechen, ich, auch. Il suono di Zitronem. E' tutto li che vortica. Un nesso di parole scomposte perchè poi quello che so scrivere lo so fare solo in italiano. E che l'insonnia magari non mi porti le parole, la lingua e quel senso perduto e nascosto del francese che si traduce in tedesco. E che mi porti il tuo abbraccio che in questi momenti è l'unico rifugio dove stare. SI lo so ne hai solo due di braccia ma sanno scaldare, sanno accogliere i pensieri, le mie paure, i momenti bui di alcuni giorni. Ma I sogni hanno sempre il tuo nome.
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mermaid74 alle ore 07:02 |
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L'orologio fa le 7 e 17. Non ho avuto modo di abituarmi all'ora legale. Legale poi perchè nn si sa. Il sole è spuntato. La colazione è stata fatta. Il caffè ha sprigionato il suo aroma meraviglioso per la cucina. Le montagne si nascondono dalla velatura mattutina. I riflessi del sole tracciano quadrati sulle pareti gialle. Illuminano di prepotenza quelle rosse. Il lettone è scomposto per metà, la tua. Dormo abbracciata al tuo pensiero e una sveglia solitaria suona sul comodino. Mi sono alzata in anticipo. Ho guadagnato tre minuti. Sono le 7 e 20.
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mermaid74 alle ore 07:23 |
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Saziati della mia pelle,
respira la mia passione
come fosse aria.
L'ultima nella camera,
l'ultima velo fra noi.
Mordimi piano
e poi forte.
Perdimi nei tuoi sensi,
gioca con i miei.
Dimmi sottovoce
Ti desidero
Sei la mia anima.
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mermaid74 alle ore 14:47 |
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Un vecchio maestro aveva un grande cappello rosso. Con un segno a forma di Y. In una notte buia stanco di camminare per le strade si fermò su una panchina. Incontrò uno giovane studente che portava un cappello identico. Era buffo. Il giovane studente cominciò a parlare piano. Avevo uno strano accento cinese. Aveva gli occhi chiari. Guardava la luna e parlava di stelle. Io l’ho ascoltato sicuro. Aveva la giacca aperta e un maglione bianco lungo che copriva i pantaloni. Ad un certo momento si alzò. Era incredibile. Aveva le gambe a X. Il suo sorriso era docile. Mi chiese dove era il ponte Blu. Aveva un appuntamento e doveva essere puntuale.Un forte vento spazzo via i due cappelli che fecero una corsa. Finirono alla pari alla fine della strada. Erano pieni di foglie colorate e sogni.
Una storia strana e una strana insonnia. Ogni tanto torna e torna la voglia di alzarsi e far ticchettare la tastiera nel silenzio di questa casa. Che mi stia abituando alla solitudine, che stia abituandomi a gestire il Solo, Io da sola? E' probabile. nessuna interferenza fra me e me. Poi certo con il padrone di casa è un'altra vita fatta di abbandoni e di calore. L'insonnia svanisce quando c'è lui ma in solitudine accompagna. Delimita un pò le ore e mi accorgo di essere un pò alle strette perchè quando il sonno verrà la sveglia suonerà e di me sarà un dolce incubo del non risveglio. E dovrò aspettare ancora una lunga giornata per infilarmi nel lettone caldo.
Una storia strana, ve la lascio.
Una strana insonnia, me la tengo.
Stravaganti pensieri solitari.
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mermaid74 alle ore 14:44 |
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Ho una torta sul ripiano in cucina ancora calda. Ha due gocce di cacao che passano la metà e si depositano quasi sul fondo. Ho una caffettiera vuota per metà con la tazzina vicina sporca per quel goccio di caffè che è sceso con il latte. Ho i capelli arruffati e qualche orologio fa ancora un'ora diversa. Ma forse chi sa che ora è quella giusta. Ho la radio accesa, musica a caso che fa traballare l'interno. Ho il sole velato. Il gigante è li che veglia. Ho il profumo delle cose buone che mi circonda. Solo il piumone oggi faceva i capiricci, non voleva stare al suo posto. E manchi ancora tu a riempire quella parte di letto che io abbraccio la sera pensandoti. E stamane è dolce. E la mancanza passa attraverso l'attesa.
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mermaid74 alle ore 11:11 |
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Ho ticchettato sull'asfalto per ore non stancandomi di vedere tutto quello che c'era da vedere in un pomeriggio. Ho seguito manifesti. Ho letto la storia di Bobbio accanto alle foto, ho trovato il fiume e la passeggiata lunga. Ho trovato anche un sacco di ricordi. Ho sorriso appoggiata al ponte pensando a due monetine. Ho visto che c'è un mondo da scoprire. Che io guardavo verso i monti ma il fiume scorre a valle nell'altra direzione. Ho sorriso di nuovo perchè il Tevere è in posizione opposta. E cambiano le prospettive ma non i segni cardinali.
Ho camminato fino a farmi inghiottire dalle stradine. Ho seguita la punta della Mole e sono arrivata a lei. Mi sono seduta e me la sono guardata. Sembrava bucasse il cielo azzurro. Ho trovato il cinema volevo fermarmi, ho trovato il teatro non avevo soldi con me.
Ho trovato però tantissime persone in strada. Ho trovato la Piazza che adoro. Mi sono seduta e mi sono guardata in torno. Quando stai bene in un posto lo senti subito, al primo istante. E seduta li a guardare i bambini sui tricicli mi faceva stare bene. Il sole scaldava i ricordi lontani, recenti. Ho condiviso la panchina con un anziano signore che raccontava delle chiese. L'ho ascoltato e poi ho commesso una follia. Ho comprato un libro. Le vetrine si stanno vestendo a festa. Qualche picco rosso, qualche pallina che brilla. Ancora caldo per pensare che fra due mesi è Natale. Il nostro primo Natale insieme. E anche se davanti alla vetrina splendavano gioielli ho desiderato un albero grande. Dove metterci i nostri pensieri, i nostri ricordi, l'anno che è trascorso. Mettirci Noi. Qualche biscotto, le luci colorate e tante palline di vetro. Sono stata bene pensandoti. Sono stata bene anche se passeggiavo da sola. Stavo bene anche se tu sei lontano. E mentre passeggiavo sotto i portici ho deciso i regali da fare alle persone care. Cose semplici. E mentre passeggiavo pensavo a te. E ora che il cielo si sta preparando al tramonto mi guardo le cime e il loro profilo. E il gigante si addormenta.
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mermaid74 alle ore 18:49 |
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E rimango meravigliata davanti alla neve. E' scesa sulle montagne, le ha imbiancate sulla cima. Si stagliano sul cielo azzurro lasciando contrasto. Nubi grige e bianche pronte a scaricare altra neve sono pronte in fondo. Le avvolgono e loro si immergono. Ne escono bianche. Uno splendido bianco che ogni tanto mi piace sbirciare. Mi sento Heidi al contrario. Zompetto felice e provo a guardare fuori dalla finestra della camera. C'è ancora una montagna che manca all'appello. E si è mostrata appena in tutto il suo splendore. Ma anche lei sfoggiava un manto bianco.
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mermaid74 alle ore 13:28 |
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